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Noi vivemmo felici. Io ti permisi
di rammendar calzini il lunedì.
Tu non dicesti nulla quando misi
quella cravatta a righe rosse e gialle.Non dissi niente quando il generale
volle perscar nella tua scollatura
la sua dentiera. E tu non protestasti
quando mangiai cipolle sul comò.Cospargesti i miei occhiali con la pece
e non osai di profferir parola.
Anche quando fuggisti con Gondrano
non vi fu screzio per il nostro amore.Eppure il dramma esplose con violenza,
tanto che m’ammazzai con una stringa,
quando (ricordi? cruda!) non volesti
ch’io ti mettessi a mollo nel vetriolo.(dovrebbe essere di tale Carlo Squillante) (certo che si trovano cose ben strane a comprar libri sulle bancarelle, eh)
Squillante mi piace tanto;-D
Quella che hai citato fa parte delle Poeresie. Poi ci sono gli Afoumorismi:
Can che abbaia, rompe le balle
Al pranzo degli strabici ognuno mangiò dal piatto del vicino.
Qui e qui trovi altre cose sue
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Io ho 234 placidi Kb
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Vedi, non sei tu ma tu convinta/o (in solitudo perché il confronto fai solo finta di reggerlo) che alcune cose vadano denunciate con fervore e con altrettanta determinazione, condannate, perché tu sei stato/a illuminato dal sapere occulto.
Frequenti l’ambiente rimanendo ai confini della socialità, lamentando che nessuno si interessa a te dopo che qualche maldestro tentativo di approccio da parte del popolo è miseramente fallito/crollato contro al tuo muro di cinismo autolesionista.
Perché in segreto tu soffri, non riesci nemmeno a goderti lo status di asociale che vai vantando come fosse il migliore degli ordini cui essere iscritta/o. Perché, insomma svecchiamoci è ora di finirla di mostrare status accademici e poi far marchette come puttane qualsiasi (con rispetto parlando per le meretrici che associate a te chiederebbero dei gran danni morali) dato che per farle, basta solo la faccia di bronzo.
Il problema, vedi, non sei tu ma l’inossidabile tua capacità di aggrapparti al verbo pontificare il cui prodotto continuo è prontamente raccolto dai tuoi tristi adepti ciechi, sordi e tanto paraculi.